Quello che d’urgente ho scoperto uscendo fuori nel mondo è che tutti nasciamo, cresciamo e moriamo, tutti non vogliamo soffrire, a tutti spaventa il dolore, tutti vogliamo essere felici. Tutto questo non ha nazionalità ed è dentro ad ogni storia che ha calcato questo mondo. Ho calcolato che la media di oggetti indispensabili a una vita felice non supera i 25 kg. In ogni nazione. E non ritengo neanche che la felicita vada cercata, va saputa percepirla, allenarla e vederla, il problema è che tantissimi oggi sono molto molto distratti. Come si puo mettere a fuoco lo scopo dell’esistenza di ognuno di noi cosi quand’è impalpabile, incolore e inodore quanto l’aria che sta sempre in movimento? Gran parte della societa moderna è poco a suo agio con il completo silenzio, vede la solitudine come un dramma: ma come si puo trovar la pace senza le giuste lenti che ne rilevano il cielo costante anche quando è chiaro che su di esso esistono e transitano mutevoli nuvole? È la prospettiva che si ha di un problema a determinare se quell’ostacolo diventerà per noi una sfida, ovvero un cambiamento e quindi una nuova forma di felicita o una fonte di disperazione, avvilimento e passiva accettazione. L’interpretazione delle nostre reazioni a tutto cio che il mondo ci pone sul piatto della vita e gli ingredienti con i quali ne affrontiamo gli sviluppi determinano la qualita e la durevolezza della nostra felicità.

Il cambiamento è una parola che puo sottendere paura in qualcuno che vorrebbe viverlo, io userei il termine evoluzione: ogni considerazione (a qualsiasi livello) spesa sul valore del proprio tempo è una riprogettazione della propria evoluzione di felicità. Il guadagno vero di questa svolta sta nella durata renditizia che questa manovra ci da. Sbarazzarsi di tutte queste felicita chiamate piaceri significa cominciare a boicottare i desideri che portano ad altri desideri, ovvero quelli che si esauriscono ogni volta comprati e poi abbandonati senza che questi siano necessari: questa compravendita continua di lavoro per cose non ci porta in realtà a nessun equilibrio, alimenta soltanto la frustrazione di una labirinto che pare senza uscita.

Se l’attualità della nostra indole, invece di scegliere “volontariamente” di correre su una ruota come un cricero si manifestasse in progettazioni e “lavori” che potessero tralasciare (ma anche cogliere tra le righe) ogni storia personale e mettere come punto di partenza l’avanzamento del diritto alla felicità per tutti, questa non sarebbe più una ricerca ma la conquista del senso in ogni singolo giorno di vita. Se il pensiero cosciente è la caratteristica che piu di ogni altra ci distingue da ogni specie animale, questa deve essere il grande orto del mondo da coltivare, inutile cercar fuori di se nuovi guru in terre lontane, seguir vie gia battute da altri, tutte le prospettive hanno un unica origine: l’imbuto della nostra anima. La bottiglia rimane sempre bottiglia ma il contenuto cambia altrettanto irripetibilmente senza mai immischiarsi col fuori, nonostante per qualche strana e intangibile magia di luce, luogo e temperatura ne sia sempre stretto contatto. Per questo, alla fine non conta viaggiare, conta il posto in cui si sceglie di restare, quello è il vero viaggio e sono pochi che lo camminano senza correrci intorno.

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