Ecuador, Isole Galapagos. Tornare da una giornata meravigliosamente stancante, prima in barca direzione isla isabela poi a terra, osservare le iguane, poi i laghi di fenicotteri rosa, le tartarughe giganti, l’atmosfera, l’aria, l’essenza, il contatto che si inspira da questi mirador, godersi un pensiero nelle vicine spume del oceano in cui s intravedono delfini, osservare i pellicani, i gabbiani dai piedi blu pescare come proiettili, bere succo di maracuya appena spremuto, poi ancora in barca, dorsi nudi, sempre con la donna che ami, cielo azzurro, licheni bianchi, granchi grandi quanto una mano, rossi! oceano turchese, senza orizzonti, senza fini, senza pensieri, 29 gradi fuori, 22 nell acqua dal fondale basso, colato come caramello di roccia nera, vulcanica, e poi sotto pinne, maschera, boccaglio, immersi in un altro mondo, piu liquido ma allo stesso tempo arioso, nitido, immenso, nuotare con tartarughe giganti, squali e pinguini… Giocare con loro..Rientrare al tramonto, farsi una doccia, baciarsi, scrivere cartoline mentre lei riposa nella veranda, godersi un silenzio, giocare con gattino nero entrato in camera, svegliarla dolcemente, andare a piedi nel paesino al porto, senza turisti, soffuso, mangiare pescado a la plancha in ciabatte, col leggero vento che ti rinfresca le gambe, il petto, la mente, pensare camminando.. rincasare mano nella mano sotto un cielo colmo di stelle senza vederne la fine, godersi una leggera nostalgia di qualcosa di casa e sussurrarla, accendere l ipad e godersi i commenti di questa straripante Fiorentina.

20140319-093530.jpg

Share This