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Rimettiamo la lira. È incredibile come oggi il nostro peso d’acquisto all estero sia cosi estremamente vantaggioso con l euro in tasca.. allo stesso tempo ci ritroviamo poveri in casa nostra e allora penso a economie come quelle della cambogia, della bolivia, dell ecuador, del vietnam, della thailandia, del laos, del peru, del cile, dell uruguay e in qualche misura anche della “nascente” mongolia, dello sri lanka, del nepal che nonostante un inflazione altissima (sempre meno a dire la verità) stanno vivendo una crescita esponenziale di economia che gira sempre più veloce, girano piu soldi, piu domanda e questo migliora la qualita di vita a molte moltissime persone, ogni settore è sempre piu privo di poverta, con sempre migliori scuole, con gente piu felice, con gente che la vedi: non corre ma è sempre occupata, certo il costo di questa liberta induce anche delle responsabilità ambientali ed etiche che non tutti questi paesi sovrani hanno il peso di sopportare. Ma il punto è che, nel nostro caso, noi italia, non abbiamo sovranità: non possiamo decidere con la nostra moneta, in queste condizioni, con valori monetari cosi diversi dalla nostra reale economia non siamo attraenti per nessuno, nonostante la bellezza, la ricchezza delle nostre piccole e capillari qualita: niente investimenti, ne ricerca, ne turismo, e sempre più (cosa rara e recente per il nostro paese) scarsa qualità della vita. Rimettiamo la lira con umiltà e soddisfazione, riappropriandoci dell’utilizzo dell economia come un utile mezzo e mai come un fine, perché come si può svalutare cosi ogni angolo di citta, ogni manifattureria prodotta dalla nostra pazienza, dalla nostra storia, dal nostro genio se non siamo corrisposti di un economia reale che ci serve in mano per produrre ma soprattutto per migliorare quello che gia di meraviglioso abbiamo?

I valori devono essere calcolati in lire. Cio che in questa economia è ricco, in un altra economia puo sicuramente non esserlo, si puo essere tutti ricchi semplicemente in modo diverso, è questo standard imposto dall euro che continua a volerci tutti uguali sotto un cappello di regole decise da persone che nessuno di noi ha scelto o conosce a complicarci di brutto le cose. Questa terra, che oggi chiamiamo casa e domani non so visto la scarsità di nascite, l’incontrollata immigrazione e l’esempio della palestina non vedrà un altro rinascimento se non togliamo questa follia, questa modo univoco di vedere la felicita e i suoi oggetti come standard da esportare in ogni posto del mondo: è come se gli hotel dovessero essere tutti uguali, con li stessi servizi, la stessa idea e pensiero di rilassarsi e divertirsi, uguale, in ogni luogo del mondo. Quello che ci impoverisce ogni giorno è la schiavitù a questa stupida omologazione di economie al tasso della piu forte. Ma è l ignoranza del nostro non vedere questa situazione un po piu da lontano a non averci fatto capire, sentire, annusare che incredibile importanza ha oggi esprimere un voto, il cui sinonimo è desiderio. Le distrazioni, i confort hanno forse vinto su molti, intanto non c è un piano, non una strategia: non che nessuno se l aspettasse in italia, ma qualche decina di milioni di persone stanche di sopportare e desiderose di non sopravvivere più e riprendersi il proprio presente, quelle si che siamo sempre ad aspettarle da una vita. Fuori i coglioni.. In tutti i sensi.

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