La Polonia Sylvia & Pawel.
24 gennaio 2013 – Biala Podlaska.

Le ore passano, nessuna novità, internet non ci aiuta, ci sono poche o nulle informazioni su come arrivare in Russia da Biala Podlaska, nel Mc Donalds comincia però ad arrivare qualcuno a fare colazione. Una giovane coppia polacca siede nell’angolo accanto a noi, ogni tanto li vediamo gettare un occhiata divertita e sorpresa, dev’essere paradossale per loro vederci arrabattati di zaini, sacchetti, libri, giubbotti e carte, computer, calzini, borracce, sporchi, stanchi, li a quell’ora dentro un Mc Donalds in compagnia di un tizio del genere: la scena é paradossale, da una parte cerchiamo di tener vivo il fuoco di una conversazione che scoppietta gesti, sorrisi e poco più, dall’altra la realtà, l’irrequietezza per una situazione che non ha intenzione di sciogliersi, il Buoncuore di Yumi pero non ha limiti, arriva sempre puntuale come lo sbadiglio del mattino e con l ultimo tentativo, intercettiamo lo sguardo dei ragazzi nell’angolo e proviamo a sentire se parlano inglese.

Benedetta fortuna! Si direbbe proprio il paradosso: Mc Donalds connecting people! Finalmente qualcuno che riesce a capirci! Qualcuno che parla inglese! Qualcuno adesso sa cosa ci sta succedendo! In poco tempo spieghiamo tutta la storia, e se prima, lontani, ci guardavano stupiti adesso, vicini, non sono affatto sorpresi! Incredibilmente, senza motivo, senza pregiudizio o altro ci spiegano che possiamo fare un visto di passaggio al consolato Bielorusso della città. Biala Podlaska infatti é una città di confine e molti polacchi attraversano il confine per contrabbandare Alcool e Sigarette, secondo loro ci sono quindi buone possibilità di ottenere un visto in giornata per attraversare la Bielorussia, questo però a prezzo maggiorato visto le nostra fretta, si offrono di accompagnarci al consolato, salutiamo Rustan che intanto ha già ripreso a ridere e gironzolare fuori dal locale come niente d’interessante fosse successo. Con una leggerezza d altri tempi lo abbandoniamo ai suoi lunghi pensieri dandogli il nostro indirizzo (chissà mai che un giorno lo userà..)

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Montiamo in macchina e senza sforzo entriamo in confidenza, non so perché, ma ultimamente per ogni problema che abbiamo la simpatia l’abbiamo sempre dalla nostra parte, arriviamo al consolato alle 9 del mattino, c é già una fila di 10-15 persone. Così ci mettiamo in coda con i nostri nuovi interpreti, la fila non si smuove e dopo un po decidiamo di dividerci: io resto solo con i passaporti e le fototessere (indispensabili in ogni imprevisto!) a fare i visti, Yumi e zaini con loro in direzione della stazione a cercare un qualsiasi treno diretto a Mosca. I visti ci costano 80 euro e dopo aver sbrigato tutte le pratiche dovevamo pagare a una banca polacca i bollettino per poterli ritirare insieme ai passaporti, intanto Yumi e i guys hanno trovato un treno, l unico treno alla “modica” cifra di 110 euro cadauno! Una follia.. Obbligata. Intanto avvertiamo l ostello del nostro ritardo. I ragazzi ci lasciano a una banca: Pawel infatti ha in macchina un travestimento da babbo natale e vuole fare una sorpresa al figlio a l asilo, una roba d’altri tempi se pensiamo alla velocità e all’ipocrisia dei nostri italiani. Ci scambiamo il telefono e procediamo ai nostri obbiettivi. Banca.

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Anche qui un interminabile fila, dopo un ora d’incomprensioni finiamo tutto, prendiamo le ricevute e via in cerca di un taxi, le strade sono un campo ghiacciato! Prima cade un signore in cravatta, poi una signora impellicciata, dopodiché tocca a noi, prima Yumi con una grande volé davanti alla banca e poi io con un volo olimpionico degno del miglior salto in alto con 18 kg addosso di zaino, davvero una gran caduta, perfettamente a volo orizzontale! Cerchiamo taxi e ne troviamo uno poco distante da noi, ci avviciniamo ma non appena fermiamo il primo arriva sul telefono di Yumi la chiamata di Sylvia, stanno tornando ancora una volta a darci una mano! Così dopo un po arrivano davvero! Ritorniamo al consolato con le ricevute e ritiriamo i passaporti, é fatta! Abbiamo i visti e i biglietti alle 17 e 45 diretto per Mosca! Monumentali!

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Sylvia e Pawel. Persone a cuore aperto! É strano come in questi tempi di crisi certi gesti sembrino “eccezionali” quando dovrebbero essere l’ abitudine di ognuno! Chiunque poteva essere al nostro posto e loro senza pregiudizio, senza se, senza ma, ci hanno offerto, i loro passaggi, le loro parole, i loro consigli, il loro tempo, la parte migliore di ciò che sono senza voler niente in cambio. Il viaggio mi aiuta a vedere, sbucciare e sentire in profondità il nocciolo delle questioni, riacutizza i sensi tagliando via il grasso dalle esperienze più succose! Impiega aree del cervello diversamente spente, ho problemi e soluzioni diverse ad ogni occasione che capita. In viaggio come nella vita i problemi non sono problemi ma opportunità. La televisione, le news, i falsi bisogni di cui ingrassiamo i nostri culi, istruiscono poi le persone a tirar su barriere piuttosto che buttarle giù, alimentano la paura tenendoci chiusi, al sicuro nelle nostre case, in stupida attesa, ma dico: uscite fuori! spegnete questo mondo per un attimo, camminate intorno casa vostra, poi più in la, siete sicuri di conoscere bene il vostro giardino, le colline, le montagne vicino a voi? Parlate sinceramente con chiunque e scoprirete che le differenze non sono altro che confini di plastica, muri senza un quotidiano perché: abbiamo tutti due gambe e due occhi e il mondo é un unica grande nazione senza proprietà visto che nessuno può averla per sempre, siamo gli affittuari della nostra felicita e non c e cosa più salutare che condividerla per averne indietro dell’altra, questa é l avidità che mi auguro! Ci vuole più coraggio, buonsenso e la Polonia ancora una volta lo ha dimostrato!

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Sylvia e Pawel ci invitano a casa loro, abitano appena fuori città, accerchiati da una meravigliosa foresta innevata, una casa splendida, un figlio, un cane, lei maestra, lui impiegato in una società di risorse umane, ci prestano la loro doccia, io cucino per tutti penne all’arrabbiata, non sembra di conoscersi da neanche mezza giornata, parliamo della crisi, degli stipendi da 200 euro al mese con cui si vive in Polonia, di case riscaldate a bombole a gas, di futuro, microcredito, Sammezzano, arte, cinema, matrimonio! Passiamo ore a quel tavolo senza accorgersi del tempo, oltre la finestra, la neve oltre la siepe, nevica incurante! Arriva l ora di salutarsi, fa un freddo puttano e con la macchina Silvia ci accompagna alla stazione, posto surreale, per un attimo ho un flash di come deve essere stata questa stazione 60 anni fa.. Proprio come ora.

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Tira un vento bastardo, crudele, mi s’infila in ogni spazio che dimentico di chiudere. Ci guardiamo. Siamo felici. A dire il vero non ci siamo mai scoraggiati. (La buona stella del Panciatichi?) La doccia, la pasta, ma soprattutto quell’Angeli di Pawel e Sylvia hanno salvato e inorgoglito la giornata, non c’é modo di ringraziarli, quello che posso dire é che nella mia vita spero un giorno di poter fare quello che loro hanno fatto per noi, non per una ricompensa, ma per l immensa soddisfazione che in un punto esatto della mia vita avrei fatto qualcosa di universalmente giusto, insindacabile, profondamente sganciato dalla superficialità del mio carattere e dal contesto in cui mi insegnano come pensare invece di come ascoltare la mia propria natura, che é anche quella facile, di tutti. Un gesto semplice ma immenso, privo di maschere, indelebile e naturale, tremendamente vicino a chi ogni giorno voglio scegliere di essere: Loro invidiano noi per il nostro viaggio, io invidio loro per quello che hanno fatto! Dzięki! Dziękuję!

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Abbiamo freddo qui fuori, ma ormai vediamo la meta e teniamo duro per tutti. Riusciamo a scrivere e spedire una cartolina a casa senza parlare dire una parola, in completo silenzio. Dio benedica le mani! Il treno arriva com mezzora di ritardo, i binari sono completamente ricoperti di neve, é già buio, é -18. Saliamo sul treno e scopriamo di avere una cuccetta in un vagone letto tutto per noi. il treno é praticamente deserto e un po dissestato. Come ci dice Sylvia: Neanche un polacco sano di mente userebbe mai il treno per arrivare a Mosca! Ci metteremo circa 18 ore ad arrivare, ma non importa il tempo, abbiamo un letto, i nostri zaini e il nostro viaggio ha ripreso la sua rotta!
Mosca stiamo arrivando!

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