Viaggiare con mezzi pubblici e autostop in Colombia significa fare 270 km in 15 ore: quasi come in India. Significa passare paesaggi tra le Ande a 4000 mt di quota e ridiscendere a valle in panorami completamente differenti in camioncini che si fermano ogni volta che qualcuno alza la mano, la Colombia è tanta e il turismo ancora non si vede via terra. L’autostop qui non è una scelta ma una necessità se si vuole arrivare laddove le masse si fermano, i tempi sono lenti, lentissimi, la pazienza deve sempre essere alta, altissima perché ogni giorno non sai mai dove dormirai alla sera: il mondo occidentale è rovesciato qui, non ci sono sicurezze, non c’è igene, non ci sono multinazionali e non c’è fretta per fare niente, in compenso c’è piu wifi che acqua potabile e i Colibrì volano ovunque come droni, ma senza il fastidioso rumore. A volte passi giornate sotto il sole pregando che una macchina si fermi e pensi a chi cazzo te l ha fatto fare, poi pero in un modo o nell’altro qualcosa arriva sempre e allora ti rendi conto che sei esattamente dove vuoi essere: nel pieno godimento dell’impermanenza della vita, oggi sarà un altro giorno di strada dura, eppure anche oggi, l’occasione di passare una giornata senza dover essere io la far la direzione e chiudermi in questi pensieri più profondi delle parole, mi sembra il miglior modo per impiegare il mio tempo quando in giro c’è un gran spreco. 

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