Dalat? Why not?
Vietnam, Marzo 2013.

La sveglia è alle 6 come da un po di giorni a questa parte. Per dove lo decidiamo all’ultimo minuto. Come al solito cambiamo programma e decidiamo di uscire dal percorso costiero e dirigerci invece verso le montagne. Cosi mentre il turismo dei resort appena nati si muove verso le calde spiagge di Mui Ne noi risaliamo la provincia di Dalat a piu di 1600 metri di quota. Facciamo gli zaini e con un motorino raggiungiamo il prato da dove parte il nostro bus, ci vorranno 8 ore di curve e salite prima di arrivare a destinazione. Sappiamo poco o nulla di quello che troveremo, ma intanto la fortuna di essere in pochi ci regala i posti migliori dell’autobus: in fondo e distesi! Non superiamo i 30 km orari, arranchiamo ma importa poco quando il motivo non è la meta ma l’emozione nel dargli dietro a gambe, attimo dopo attimo, senza record che distolga il nostro lento sentire.

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Il paesaggio abbandona le sue brezze d’oceano per il graduale fresco in salita, un vento fitto di banani e foreste, giungle di completo verde compatto creano linee di liane, interpunti di foglie senza confini. Lo sguardo s’inverte dei suoi punti di svista, l’ orizzonte qui, non è ancora nato. È l’inizio delle montagne vietnamite, poi oltre le punte.. arrivano gli orti, il piu grande campo coltivato del Vietnam a 1440 mt sul livello del “Mare”!

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Arrivati all ostello passiamo la giornata a noleggio delle nostre impressioni. Stanchi e scondinzolanti il tempo lo perdiamo galleggiando in se stessi, negl’altri, veramente prosciugati d’impazienze passeggiare è semplice, soprattutto quando la dispersione sorride ad ogni giorno che incontra per caso. La citta non è di per se tra le piu belle fin qui viste, ma questa serenita dei suoi percorsi lungo il lago con le sue barche un po kitch (a forma di cigno), le sue distese di serre, i suoi dintorni di orti e sentieri coltivati, quest’aria nuova, il brulichio di giovani e motorini fermi sui prati a vendere tramonti, i mercati acri spumeggianti di spezie e caotici di gente a piedi, scalza, e questi odori, questi frastuoni di nuove scoperte come il rudere di un tempio al centro della citta, nel suo insieme, rende le nostre ore in motorino un succulento monopolio di svaghi.

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E tutto quello che adesso è insignificante ma intenso tra un po avra` un po di senso e tra non molto ancora abbastanza da poter dargli un contorno di felicità in bottiglia: noi intanto, foderati di spessa ingenuità mettiamo questi colori in cascina!

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Il secondo giorno lo spendiamo in moto con due veri Easy Rider del posto che per 15 dollari si offrono di accompagnarci tra le valli di Dalat. La giornata come ogni giro in moto è una storia a se, difficile da raccontare cosa si prova a sentirsi aggrappati ai fianchi di uno sconosciuto, sicuri tra le sue mani al volante, consapevole, presente in questa giornata senza programmi, a migliaia di km da casa e con la musica nelle orecchie a tramutare l’inquietudine in un folle ritmo della fiamme dell`esperienza!

Immagine 027La preparazione e il Tasting di questo succulento e sosfisticato “Caffe’ di Donnola”

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Lavorazione della seta: dalla larva alla sciarpa!

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In giro tra le Farm Olandesi e le “industrie” di scope.

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Elia il nuovo tessitore di Dalat.

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Instagram from Chicken Village.

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Coltivazione di funghi, liquori dal Vietnam e Elephant waterfall trekking.

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