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“Qual è il posto che ti è piaciuto di più?” Questa è la domanda spauracchio a cui mai nessuno dovrebbe rispondere. Ancora oggi, dell’ultimo viaggio, non sono capace di condensare e tradurre l’infinita voragine di sensazioni che la catena montuosa più lunga al mondo mi ha lasciato. Semplicemente non ne parlo. Quando si racconta di natura non c’è da pensare ai paragoni: gli odori vanno illustrati e quando accade ci si sfoglia involontari. Magici. Come un vecchio tramonto sempre attuale e meraviglioso.

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Quello che di più intenso si può dire si emana e mai si spiega, è nel colpo di fegato tra pausa e racconto che esondano le parole che non riescono a uscire, ma è davvero cosi? La natura che vivi è la stessa che si fa assorbire quando ti abbraccia e quello che sudi è un nuovo te tra le frasche senza le pareti di un mutuo: è quando mi osservo dentro il posto che più mi piace scoprire, in questo spazio tra ombre, silenzi e mai distanze, un momento unico arriva, è l’istante in cui provi che tutto è perfetto, poi, non appena ci pensi e credi d’aver afferrato una legge di quello che tiene insieme la tua vita e quella dell’altri ecco che quella saetta finisce in un boato piovendo in qualche ricordo senza vicolo cieco.

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Ma veniamo a noi. Questo video non vuole informarvi ne spingervi a viaggiare, narra solamente di un altra strada che avevo tra i sogni: percorrere con mezzi di fortuna le vette più alte dal Sud al Centro America. Il primo gennaio, da Buenos Aires, io, la mia compagna (e un paio di amici per un pezzo del percorso) abbiamo attraversato, senza mai volare, tutta la Cordillera delle Ande raggiungendo in Aprile lo stato di Panama e le splendide isole indigene chiamate San Blas: in totale abbiamo percorso più di 9000 km tra autostop, autobus e carretti, attraversando ben sette frontiere via terra, Argentina, Uruguay, Cile, Peru, Ecuador, Colombia, Panama e Repubblica Domenicana per il rientro.

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Abbiamo toccato 6 climi diversi, 4 fusi orari, abbiamo attraversato i deserti del Cile, le pianure Argentine, le spiagge Uruguage, gli altopiani Ecuadoriani, le cascate Peruviane, le grotte, le rovine, le foreste equatoriali, le amazzoniche, le grandi metropoli, i villaggi sperduti, i vulcani, le maree di plancton, le vette, le colline, massicci colombiani e superbi paesaggi caraibici. Siamo passati da zero a quasi 6000 mt di altitudine nel giro di pochi mesi senza sentirci mai lontani da casa.

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Dai camioncini di maiali siamo saltati su autobus pubblici in strade senza asfalto, gli asini hanno portato le nostre tende e i nostri sacchi a pelo, la fatica ha reso magica la meta e l’ultima tappa è stato il giusto premio per mesi di piogge, ghiaccio e avversità tra mal di quota e fitti spostamenti.

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L’obbiettivo non era viaggiare a cazzo e ridurre tutto a una foto su Facebook. Poco prima della spedizione infatti, durante la preparazione al viaggio, avevamo chiesto ai nostri non-lettori di segnalarci qual’era il libro che gli aveva cambiato la vita (purché questo non riguardasse ne politica ne religione) alla partenza quindi, abbiamo raccolto i titoli segnalati e li abbiamo caricati su due libri elettronici kindle che uno dei nostri sponsor ci aveva regalato. (qui sotto nella foto infatti una delle nuove scuole che abbiamo trovato nella giungla amazzonica in Ecuador)

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A questi abbiamo poi aggiunto alcuni libri cartacei, (i nostri preferiti, in spagnolo) facendo attenzione al peso che nei mesi ci saremmo dovuto portare sulle spalle in territori cosi impervi, infine con un piccola somma di 350 euro abbiamo comprato in loco un ragguardevole bottino di materiale scolastico da donare all Orfanotrofio San Jesus di San Gil in Colombia. Un minuscolo gesto per gli altri, immenso per me…

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Tutto quello che di grande ho ricevuto da questo viaggio sta in quel poco che che sono riuscito a dare, non so a voi, ma pensare adesso che un Barone Rampante o L’Isola di Arturo o un De Profundis o un altro dei miei libri preferiti che ho regalato siano adesso nelle mani di qualche ragazzino nella foresta amazzonica o in altre, in una capanna, vicino ad un timido fuoco sulla cordillera blanca riempie il mio cuore di magia, pensare che una storia e i suoi insegnamenti viva senza tempo e a infinite distanze mi da una carica pazzesca per cambiare le grandi cose, non le piccole.

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A volte gli strumenti più semplici e più banali come carta e penna hanno una potenza devastante. L’eco di una parola scritta può risuonare dopo molte vite e rimanere intatta, inerme, può essere un innesco. La via più misteriosa e incredibile è quella oltre gli svaghi, le chiacchiere e i problemi di tutti i giorni. Il macroscopico delle stelle che sciaborda dai telescopi alle provette del microscopico: gl’ atomi e la sua colla di mistero trasparente, questo m’interessa, in mezzo c’è l’equilibrio, la coscienza pronta a farci diventare matti. Un video dove capire è un conto, un altro dove ascoltare e perdersi a fondo perduto è proprio tutt’altro. A voi il sacro astuccio dell’immaginazione.

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UN CALOROSO GRAZIE A TUTTI I NOSTRI SPONSOR CHE HANNO CREDUTO IN QUESTA SPEDIZIONE SOSTENENDOCI CON IL LORO MATERIALE TECNICO E IL LORO GRANDE ENTUSIASMO. CI VEDIAMO NEL 2018 !!!

 

Elo & Yumi

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